Quando esci da una visita che doveva essere soltanto un’ecografia e ti ritrovi invece con due biopsie e sei prelievi effettuati, non hai certezze, ma sai benissimo cos’è successo. Lo sai perché quella visita è durata oltre un’ora. Lo sai dai volti delle persone che ti hanno accompagnata in quella stanza. Certo, non sai ancora
“Pronto? Parlo con la signora Genny Perron?”“Sì.”Ma io lo sapevo già chi era dall’altra parte.Con i cellulari e la sparizione dei numeri fissi, si riconosce subito quando ti chiama uno dei due ospedali della regione più piccola d’Italia.Figurati se sei pure giornalista. La voce è un po’ titubante. Si sente l’imbarazzo del dover comunicare.Chi si
Quando chiami il numero per prenotare la mammografia, ti propongono di aderire al programma di screening.Per me, non faceva alcuna differenza: che mi dicessero “aderisci al programma” o “prenota una mammografia” era la stessa cosa. Chi mi conosce lo sa — o l’ha capito da tempo — che tutto ciò che ha a che fare
La mia casa non è molto grande, circa 70 metri quadrati.Ci viviamo in tre.Ma, all’inizio, ci vivevo da sola. Nel 2021, l’anno dopo l’alluvione che devastò la Valle d’Aosta, anche la mia casa fu colpita.Ricordo il muro di nitta, alto due metri e quaranta, che ci trovammo davanti quando arrivammo alla porta d’ingresso. Anche il
Il Mio Tempo Verticale è un blog personale.Non è un diario della malattia, ma una scrittura che parte da lì — da una diagnosi che mi ha attraversata come un temporale.E che però non ha cancellato tutto il resto: il lavoro, la curiosità, l’ironia, la politica, la mia voce. Ci sono notizie che non fanno