| L | M | M | G | V | S | D |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | |
| 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
| 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 |
| 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
| 28 | 29 | 30 | ||||
Dire “fare un quarantotto” significa creare tanto scompiglio da mettere in discussione ogni cosa. L’espressione nasce dai moti rivoluzionari del 1848, che attraversarono l’Italia e mezza Europa, portando ribellione, cambiamento, nuove domande.
48 sono anche gli anni che ho compiuto ieri, venerdì 25 luglio.
La giornata è iniziata presto. Alle 7:30 ero già ad Aosta, per l’appuntamento con la fisioterapista. Con pazienza e bravura, è riuscita a sbloccarmi il braccio, quello in cui mi avevano rimosso il linfonodo sentinella durante l’intervento di mastectomia del 2 luglio.
«Mi sa che ci toccherà ricominciare tutto da capo…» ho detto, sapendo già la risposta.
«Non è detto» ha sorriso.
Ma la domanda era legittima. Quel linfonodo è risultato positivo. E quindi, mercoledì 30 luglio, si torna in sala operatoria. Bisognerà togliere tutti i linfonodi dell’ascella. Un passaggio necessario. Un altro passo.
Ieri è stato un compleanno diverso. E realisticamente, non poteva essere altrimenti.
Mi hanno scritto in tanti, mi hanno chiamata, cercata, abbracciata anche solo con una frase. Mi sono sentita circondata.
Il tempo era incerto. Un po’ nuvoloso, un po’ soleggiato. Proprio come me.
Soleggiato.
Sembrerà strano, ma dopo le visite, camminando per Aosta, ero felice.
Ero appena uscita dal Parini con un po’ più di certezze. Ora so cosa mi aspetta.
E sapere — per me — è già metà della cura.
Io non sopporto vivere nella confusione. Ho bisogno di nomi, date, fasi.
E finalmente l’istologico è chiaro. Non sarà semplice, ma si può fare.
Nuvoloso.
So però che quel che per me è un piccolo raggio di sole, per le persone che mi vogliono bene è spesso un temporale. Lo vedo nei loro occhi, nelle lacrime che non riescono a trattenere. Mi dispiace. Tanto.
Perché quando ami qualcuno vorresti vederlo sereno. Ma come mi ha detto una cara amica:
«E se fossi io al tuo posto? Tu, come staresti?»
Male.
E allora provo a capire. E ad accettare.
Sarà un anno difficile?
Sì.
Ma come mi ha detto un caro amico medico:
«Rimani concentrata. Siamo nel 2025. Non morirai di questo.»
E io ci credo.
Perché tutto questo, per quanto possa sembrare un caos, è anche una forma di rivoluzione.
E poi — ci siete voi.
Tutti voi che ieri mi avete scritto, cercato, pensato.
Chi mi sta vicino ogni giorno, chi ha cucinato, chi mi ha fatto ridere, chi ha detto “ci sono” — e c’era davvero.
Chi ha rispettato i miei silenzi.
Chi ha portato una carezza, un pensiero, un biglietto.
Grazie.
Perché anche questo è parte della cura.
E se oggi riesco a raccontare, con un filo di leggerezza e tanta verità, è anche merito vostro.
Questo 48, così strano, così pieno, sarà un bel quarantotto.
Perché io, le rivoluzioni, le ho sempre adorate.
Vivo tra i monti, sono curiosamente curiosa. Scrivo. Amo il jazz e il buon vino.
Anche io un bel 48!!!!4 giorni dopo il mio compleanno a gennaio….diagnosi…..tumore al seno maligno non aggressivo!!!sono a metà percorso!!!forzaaaaaaaaa siamo forti!!!🐞🌸
Ciao compagna di “avventura”, ce la faremo, certo! Noi del ’77 siamo belle toste eh! Un grande abbraccio.
Non sei e non sarai mai sola, un forte abbraccio ♥️
Grazie. <3
Cara Genny un passo alla volta. Non sarà facile ma tu sei una tosta e ce la farai. Ti abbraccio