| L | M | M | G | V | S | D |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | |
| 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
| 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 |
| 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
| 28 | 29 | 30 | ||||
«Con i trigliceridi ci siamo quasi, sono migliorati molto, ma dobbiamo ancora lavorarci».
È il verdetto dell’oncologa.
Più di un mese di dieta.
«L’ha vista la dietologa?»
No. Ho fatto da me. E sì, lo so che non si fa. Ma io non ho voglia di sentirmi dire: «Al mattino meglio il kefir» oppure «Ha mai provato il tè nero?».
A me il kefir non piace. Non perché l’abbia assaggiato, ma perché io amo la mia colazione con i biscotti o il cappuccino con la brioche. Solo che ora, ogni volta che mangio un croissant, mi sento in colpa. Anche i biscotti — quelli di farina di mais, scelti con attenzione — li conto: uno, due, tre. Basta Genny, basta.
Lo yogurt greco lo mangio, a metà mattinata, quando arriva la fame.
A pranzo insalata, e se esagero ci aggiungo un po’ di pollo alla griglia. Attenzione però che non sia bruciacchiato, perché “fa male”. Stop agli insaccati, che io ho sempre amato. Pasta due volte a settimana, ma solo integrale. La sera pollo oppure pesce. La pizza sarebbe meglio evitarla. I dolci non parliamone nemmeno: sembrano diventati il male assoluto.
Le tisane sì, anche tante. Acqua moltissima, fino a due litri al giorno. Io che ho sempre bevuto pochissimo.
Il pane quasi sparito. Ogni tanto, se non mangio patate — ovviamente le mie preferite — allora un po’ di pane nero.
Volevo fare una grigliata con gli amici, per ringraziarli. Il 3 marzo ho finito la chemio.
L’avevo rinviata perché gli esami del sangue non erano a posto e non si poteva iniziare la terapia ormonale.
«Ok», mi sono detta, «rinvio la grigliata e mi metto d’impegno».
Così ho fatto. I trigliceridi sono migliorati. Il fegato invece è ancora in sofferenza. «È la chemio», mi dicono tutti.
«Ma posso tornare almeno a farmi un aperitivo al mese? Solo un bicchiere con gli amici?»
Vedendo il mezzo sorriso della dottoressa ho persino pensato che mi avesse presa per un’alcolizzata.
«No. Lo so che è un periodo difficile, ma per i prossimi anni sarà così».
Per i prossimi anni.
Anni.
Oggi mi hanno fatto la prima iniezione per bloccare il ciclo. Tra dieci giorni inizierò le pastiglie della terapia ormonale. Le medicine si ritirano nella farmacia dell’ospedale. Io non sapevo nemmeno che esistesse una farmacia dell’ospedale. Oggi ho scoperto anche questo.
Ero ferma davanti all’ascensore quando ho guardato la confezione. Sopra c’era scritto Pfizer.
Ho pensato che forse non fosse un caso. Oppure sì.
Ho pianto davanti all’infermiera. Non mi era mai successo.
Forse perché solo adesso sto capendo davvero che la mia vita è cambiata. E non l’ho deciso io.
E poi mi sento anche in colpa, perché ci sono persone che avrebbero più diritto di piangere di me.
Mentre uscivo dall’ospedale ho comprato due piantine, rosmarino e maggiorana, per la raccolta dell’AISM, per sostenere la ricerca sulla sclerosi multipla. Le guardavo pensando: chissà a cosa fanno bene. Sicuramente alla ricerca sì.
P.S.: Cercando il link al sito dell’AISM ho trovato una sezione dedicata alle erbe aromatiche con le ricette per utilizzarle al meglio, lo condivido con voi clicca qui
Vivo tra i monti, sono curiosamente curiosa. Scrivo. Amo il jazz e il buon vino.
Ciao che dirti !unabbraccio grande,è la cosa migliore.