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Oggi sono triste.
Sono triste perché mi vedo brutta. Questa mattina mi sono rasata i capelli ai lati e adesso sembro una moicana. Forse tornerò a mettere la parrucca. Solo che fa caldo.
Sono triste perché sono stanca.
Aveva ragione quella modella che è salita sul palco di Sanremo. La chiamo “quella modella” perché non ho mai seguito molto il mondo delle modelle. Bianca Balti, mi dice Google.
Aveva ragione: il dopo chemio è l’inizio della verità.
È l’inizio di una nuova vita, ma anche di un lutto. Ed è giusto chiamarlo lutto. Perché, a un certo punto, devi guardarti allo specchio e dirti che tutto è cambiato. Che tu sei cambiata.
Sono triste perché mi manco.
Mi manca Genny.
Ascolto un podcast, uno di quelli belli impegnativi che generalmente mi piacciono, eppure piango come un fiume in piena.
Mi sono rifatta le unghie. Una volta, quando ero triste, andavo da Marta a farmi i capelli. Adesso cosa ci vado a fare? A ricordarmi che avevo dei capelli?
Ciao, Marta.
Sono triste perché tutto questo lo paga anche chi mi sta vicino.
Sono triste perché oggi dovrei essere felice. Domani è il mio compleanno. L’anno scorso festeggiavo sapendo che sarei dovuta tornare in ospedale per essere operata di nuovo. Quest’anno, questa sera, andrò a vedere Daniele Silvestri.
E invece sono qui. Sono triste, piango e mi arrabbio con me stessa.
Sì, sono anche arrabbiata.
Sono arrabbiata perché non è finita.
Perché per cinque anni dovrò prendere pastiglie e fare punture che mi fanno stare male fisicamente. Sono arrabbiata perché tutto questo dovrebbe aiutare noi donne a evitare il ritorno del cancro, ma tutte sappiamo che non esiste una certezza.
È una roulette russa.
E allora si comincia a pensare di eliminare gli zuccheri, perché si legge che lo zucchero nutre le cellule tumorali. Si elimina anche il vino, perché il vino contiene zuccheri.
Io amo i dolci.
Amo il vino.
Sono triste, piango e sono arrabbiata.
Lo so cosa si potrebbe dire. Me lo ha fatto pensare Giovanni — nome di fantasia, perché questa non è solo la mia storia.
Dovrei essere felice. Non ho metastasi. Non sto facendo la chemio come sua moglie.
Sua moglie aveva avuto un tumore al seno nell’anno del Covid, mi ha raccontato. Adesso è tornato.
«Le è volato all’anca. L’hanno operata e ora è a casa. Io non le dico niente, perché se la tratto da ammalata si arrabbia».
Giovanni era al bar, con la barba sfatta.
Ci eravamo già incontrati in ospedale, dentro un ascensore. Era insieme a sua moglie. Di solito è un uomo sorridente. Quel giorno, nell’ascensore, non lo era.
Ci eravamo capiti con uno sguardo, ma nessuno dei due aveva voglia di parlare.
Oggi mi ha chiamata. Era seduto da solo nel dehors.
«Adesso partiamo. Le ho organizzato una sorpresa».
E finalmente ha sorriso.
Che belle le sorprese.
Bravo, Giovanni.
Vivo tra i monti, sono curiosamente curiosa. Scrivo. Amo il jazz e il buon vino.
Anche io a volte sono triste .. e come dici tu .. dovremmo essere felici sempre… invece .. invece siamo normali .. siamo normali perché ci lamentiamo di piccole cose .. e questa è una cosa meravigliosa.. la vita ci ha dato un’opportunità e la stiamo vivendo: felici e a volte tristi ❤️