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«Sono quattro noduli. Tre sono maligni. Uno è benigno».
Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra tumore e cancro? Perché a volte diciamo “tumore” e a volte “cancro”? Cancro sembra una parola più dura, più cattiva. E in effetti lo è.
Il tumore è una crescita anomala di cellule, che può essere benigna o maligna. Il cancro, invece, è sempre maligno.
Chi ha familiarità con i blog avrà notato che, fino ad oggi, ogni pezzo che ho scritto qui è rimasto sotto la categoria “Uncategorized”. Non era una svista. Era una scelta. Ora non più. Da oggi userò una nuova categoria: tumore.
Perché oggi io ho un tumore. Uno benigno, tre maligni.
«È un cancro che per sua natura è aggressivo, ma si comporta come se non lo fosse». Parole testuali.
Ho un cancro che, sulla carta, dovrebbe essere feroce. Ma al momento sembra calmo. Non mi ha ancora fatto troppo male. È come se, in qualche modo, stesse rispettando il contesto in cui si trova.
E forse è anche per questo che non riesco ad odiarlo. O forse perché, in fondo, ho pensato che fosse colpa mia.
Il seno è sempre stata la parte del mio corpo che ho amato meno. Ho un seno importante. Grande. E fin da ragazzina ho dovuto fare i conti con sguardi, battute, allusioni. Per molto tempo l’ho detestato. Poi ho imparato a conviverci. Dopo ancora, ad accettarlo.
E quando mi hanno comunicato la diagnosi, mi sono sentita in colpa. Come se me lo fossi meritato. Cercato.
Tutto gira.
Poi arriva il momento di dirlo. A chi ti ama, ai colleghi, agli amici. E torna quel senso di colpa. Perché non so se vale per tutti, ma quando ti ammali ti senti un peso. Ti senti pesante nella vita degli altri. E allora ti viene voglia di startene da sola. Di sparire un po’.
«Mamma, che fai?»
Sono le 23:30. È buio in casa. L’esito della diagnosi è sul tavolo. Nero su bianco. Davide è già a letto. Io avrei voluto scrivere, ma non ci riuscivo. Per non svegliare nessuno, accendo solo la torcia del cellulare. Continuo a rileggere sigle, lettere, numeri. Cerco conferme. Controllo se le cose buone che mi avevano detto sono davvero scritte lì, ma non ci capisco molto. E non ci credo troppo.
Poi rientra mio figlio. Ha diciott’anni. È estate, esce, entra. Com’è giusto che sia, dopo mesi di scuola.
Mi guarda, si avvicina. Capisce subito.
Si siede accanto a me, al buio. Prende il telefono e rilegge con me.
«Non riesci a dormire? Tranquilla mamma, anche la mamma di un mio amico ha avuto un cancro al seno. Comunque adesso rileggiamo e controlliamo tutto, insieme».
E parte. Mi spiega cos’è un tumore. Con parole semplici. Chiare. Ha sempre avuto una predisposizione per la scienza. Gli viene naturale. Poi cerca e mi mostra i dati.
«Vedi, mamma? Sei al secondo stadio. È una bella notizia.»
Lo guardo. Penso alla sua voce calma, alla pazienza, alla dolcezza. All’amore che emana da ogni parola.
«Hai capito? Dai, sono quasi tutte buone notizie. Ora sei più tranquilla?»
«Sì.»
«Bene. Non hai sonno? Andiamo a nanna?»
«Sì.»
«Notte, mamma.»
«Notte amore. Grazie.»
Mi addormento. Serenamente.
Il 2 luglio mi operano. Mastectomia.
Ma un passo per volta. Andrà tutto bene.
Vivo tra i monti, sono curiosamente curiosa. Scrivo. Amo il jazz e il buon vino.
Ti abbraccio ❤️ vi abbraccio ❤️
Tieni duro Genny. Siamo tutti con te. Ti abbraccio
Cara Genny, ho avuto modo di conoscerti e di abbracciarti il 20 settembre dello scorso anno, al convegno della presentazione del libro di Monica Gorret, ed ho sentito subito che persona meravigliosa sei.
Voglio solo dirti una frase di una mia cara amica, una mamma di Milano, che mi ha aiutato a prendere la via giusta, quella del cuore…
Tutto arriva per te, non ha te!
Fabio.
Un idea eccellente quella di mettere nero su bianco.
È quasi come un prenderne le distanze. Quello che sto cercando di fare io col mio pessimo coinquilino.
A volte dimentico che ci sia, faccio le cose di sempre, sorrido, guardo bei film, leggo un buon libro… Poi all’improvviso mi coglie l’angoscia la paura di non farcela di essere in quella ,ormai esigua, percentuale di chi non ce la fa.
Così fra alti e bassi in attesa della data dell’intervento.
Ho ancora tanta voglia di vivere e di essere felice
Mi hai commosso.
La forza di tuo figlio, sommata alla tua saranno determinanti per una guarigione.
Ti abbraccio forte e ti penserò.
Che figlio meraviglioso e che self control:complimenti!Cara Jenny pensa sempre positivo perchè dice il proverbio:”Aiutati che il ciel ti aiuta”.Mio padre ebbe il morbo di Hocking,leucemia di cui ora si guarisce e andò da Padre Pio insieme a mia madre (incinta di me al settimo mese) a chiedere la grazia.Il Padre Pio gli disse”Coraggio fratello” e significava che non c’era più nulla da fare,ma la grazia fu che lui sperò sempre.E fu così che mi chiamarono Maria Pia.Lo persi quando avevo un anno ma fui la sua forza perchè io stavo con lui a fargli compagnia mentre mia mamma insegnava.
Ci conosciamo anche se in realtà non ci siamo mai viste di persona. Qualche anno fa abbiamo lavorato insieme su un progetto, anche se in realtà mandavi tutto avanti tu perché era il tuo campo e non il mio. Ti ho sempre considerata molto brava .. una donna che sa esattamente cosa deve fare. E’ stato un piacere .. lo ricordo ancora come una bella collaborazione anche se ormai sono passati tanti anni. Ma la mia opinione su di te non è cambiata. Leggo con piacere quello che scrivi, anche se l’argomento non è leggero ma tu riesci a trasmettere tante cose che forse servono un po’ a tutte .. anche a chi non vive questa brutta esperienza. Non smettere .. continua a scrivere.
Ti auguro di affrontare questo tuo percorso con forza e coraggio.. e quando ti mancheranno prendili da chi ti vuole bene e dalla tua bella famiglia.. perché da come la descrivi è proprio una bella famiglia.
Buona strada .. spero che i nostri pensieri positivi ti arrivino tutti.
🍀❤️
Ciao Deborah, mi hai sbloccato tanti ricordi! Che giovani che eravamo…
Anch’io conservo un ricordo meraviglioso di te: avevamo lavorato davvero bene insieme. Il tuo commento mi riempie di gioia.
Sono felice che quello che scrivo arrivi anche a tante altre persone — forse, un po’, lo speravo.
Essere utile è qualcosa che fa parte di me, ne ho bisogno.
Comunque, sono sicura che prima o poi ci incontreremo! 😀